“Se solo la giornata avesse più di 24 ore, se non avessi bisogno di così tanto sonno, se solo avessi a disposizione più ferie o avessi più soldi per permettermi una donna di pulizia, allora saprei ben come impiegare il tempo libero che mi rimarrebbe a disposizione”. Quante volte ti sei sentito dire una o più di queste frasi?
Il Work-Life-Balance descrive uno scenario in cui la vita professionale e quella privata sono in equilibrio. Ciò significa che nella vita non vengono trascurati né gli interessi personali né i requisiti professionali. Spesso il lavoro è ciò che occupa più tempo nella nostra vita ed è allo stesso tempo ciò dal quale siamo più dipendenti. In fin dei conti tutti noi amiamo avere la pancia piena, un tetto sopra la testa, una casa calda in cui ritirarci e magari permetterci anche qualche extra che rallegra la nostra vita privata come le vacanze, un buon libro, l’uscita con amici e famiglia, un hobby, ecc. Troppo spesso però arriviamo a lavorare per poter vivere senza accorgerci che a volte ciò che facciamo è più un reagire alla vita, piuttosto che viverla in pieno.
La mancanza di equilibrio tra lavoro e vita privata è una delle cause maggiori che ci rende infelici, insoddisfatti. Non c’è solo il tempo che trascorriamo al lavoro, ma anche tutto il tempo “sprecato”, perché siamo stanchi o perché ci sentiamo in dovere di fare diversi lavori in casa, trascurando sempre di più ciò che ci rende gioia, ciò che veramente ci fa rilassare e rigenerare.
Fino a qualche anno fa pensavo in modo melancolico ai tempi in cui ancora andavo a scuola e poi all’università: pur studiando e dedicandomi anche alla pulizia e all’ordine nel mio primo appartamento, riuscivo ancora a godermi pienamente il tempo libero. Una volta entrata nel mondo del lavoro invece tutto era cambiato. Durante la settimana lavoravo come una matta, correvo a casa, cucinavo, mangiavo e mi buttavo distrutta sul divano per poi volare direttamente in camera da letto, dormire e iniziare da capo il giorno dopo.
Quando raramente durante la settimana incontravo amici per un aperitivo (e ancora più raramente per una cena fuori) sentivo dirci spesso che era più facile da “giovani”, che una volta entrati nel mondo del lavoro ci si stanca talmente tanto che non ti rimane altro che il venerdì sera per uscire, così avresti avuto il sabato e la domenica per riprenderti. Il fine settimana, anziché godermelo come tempo di qualità per me e il mio partner, seguivo un piano rigido composto da spesa e faccende di casa.
Di rado seguivo il mio compagno alle sue partite di calcio: io avevo da fare in modo che la sera potessimo cenare insieme tranquilli! Riuscivo persino a non godermi le tante uscite con il cane, perché pensavo già alle mansioni che mi aspettavano a casa o al lavoro.
Tutto cambiò per me quando decisi di migliorare qualcosa e lo feci proprio nel lavoro, diventando libera professionista e scegliendo bene quando e come lavorare. Nel frattempo sono anche riuscita ad inserire il mestiere di mamma e con i miei figli, siamo stati assenti a pochissime partite del papà.
Riuscire a conciliare vita lavorativa, quella famigliare e quella privata/individuale è sempre una nuova sfida a cui dobbiamo sottoporci. Cosa possiamo fare per riuscirci? La soluzione è licenziarci e diventare tutti liberi professionisti? Certo che no! Tuttavia tutti abbiamo il diritto e la possibilità di vivere in pieno la nostra vita, senza rinunciare al lavoro, ma neanche ai nostri bisogni individuali.
La chiave per trovare il nostro equilibrio giusto tra lavoro e vita privata sta nel capire il nostro individuale equilibrio tra i nostri bisogni per vivere una vita più appagante e le reali possibilità in nostro possesso. Un passetto alla volta.
Se dovessi scegliere una cosa di cui hai bisogno per sentirti appagato e che stai trascurando, quale sarebbe?
Cosa significa per te?
Quanto è importante per te?
Come potresti introdurre questo aspetto nella tua attuale situazione di vita e lavoro?
Come ti fa sentire?
Quali emozioni suscita in te?
Se non esistessero limiti, cosa faresti adesso?
Cosa ti dice questo su di te?
Qual è la prima cosa che farai subito, nei prossimi 5 minuti?
Niente è come pare e tutto è possibile. Basta sapere di cosa abbiamo bisogno.
